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  • Amos

Vince chi molla...ma io non voglio vincere

Il primo appello a scuola e sono il primo a rispondere. Presente! Presente nella nuova dimora, non quella di ambra perchè non ospito giocattoli or oggetti.

Presente! con la stessa bottiglia, ma con un 22 Settembre che mi ha poggiato l'asciugamano sulle spalle e che non mi chiede il permesso di andare via.

Basta.

Non mi va più di cantare in pieno inverno e non mi va più di inventare una nuova vita in piena estate. Adesso sono esausto. Preferisco vivere senza mai più chiedere o cancellare. Non mi va più di chiedere di dove sei e di dirti che ho solo voglia di crearti un sorriso, sono esausto di raccontare la mia favola ed il mio orgoglio, sono esausto di non camuffare la mia voce perchè non creduta, sono affranto e stanco di sussurrarti che se voglio aiutarti è perchè io sono cosi.... sono esausto di convincerti che mi basta godermi anche un solo minuto.

Non mi va di alzarmi all'improvviso alle 5 del mattino perchè voglio dedicarti i colori di un alba che non vedrai mai e non mi va più di dirti che per me è il tempo che mi fa innamorare e non un secolo o un secondo della voglia di conoscere.

Sono esausto di chiedere il permesso di confrontare le poesie delle tue parole con le filastrocche dei miei pensieri... io non so raccontarle e lo dico a squarciagola...


Sono stanco delle intonazioni delle voci già conosciute ma non perchè non siano amiche ma perché ho solo bisogno di imparare nuove parole, di imparare gesti a cui non so decidere o che non so come rispondere.


Questa era la prima notte che non mischiavo il sangue ed i tasti del mio pianoforte con i pensieri ... le voci...le illusioni... i passatempi di chi mi ha sempre riempito il TEMPO e di cui non riuscivo a farne a meno.....ERANO il giorno erano I MINUTI era la danza del più grande valzer della mia solitudine. Ed io..come il miglior maestro vivevo con loro, piangevo per loro, sudavo per loro, sorridevo per loro, cambiavo il mio umore .....per loro....

Ma sono esausto... e continuerò a ripeterlo fino al prossimo accordo in SI maggiore...che erano VITA per me..erano la fonte per continuare a credere che 2+2 alla fine...disegnava un 4.


Ma è arrivato il momento anzi è arrivato uno scricchiolio delle dita per dire fine. Sono seduto a capotavola, ho le finestre e la porta aperta, sulla destra ho poggiato due lanterne solari di colore arancione, che ad intermittenza mi suggeriscono i gesti ed i movimenti e gli incitamenti da fare. Sulla sinistra ho su per giù 9 luci in lontananza, una luna che si nasconde e che mi ricorda di sentirmi vivo...sulle mani ho la terra delle zampe di Dante che mi spingono a non volare ... e su di me... ho il mio nome. Enrico. "En" schiaccia il mio passato, "ri" distrugge il mio presente, "co" bluffa il mio futuro.


Tutto qui. E' tutto quello che ho.

E' finito solo il tempo che pesa le paura del mio passato.


Ho cercato di conoscere una persona... che alla fine era convinta anzi è convinta di puntare i piedi in una direzione opposta...

ma.... alla fine prenderà il primo che le offrirà uno spritz ma.... con il St. Germain.

Io bevo solo Gin Tonic.

Non capirà anzi o forse lo capirà troppo tardi che i pazzi, quelli giusti, non sono quelli che stanno seduti dalla mattina alla sera in Caffetteria aspettando di pronunciare un giudizio alla Tina Cipollari, aspettando di essere compatiti o aspettando di morire senza aver vissuto!

... ma sono quelli che voglio ricominciare ad urlare tutto ciò che alla gente non fa comodo! tutto ciò che non stanca più tutto ciò che non fa social tutto ciò che urla piangendo Lewis Capaldi tutto ciò che osservi sorridendo camminando da solo tra la gente tutto ciò che è romantico perché è BELLO tutto ciò che può scoprire in un bambino di 10 anni 20 anni 30 anni ed anche 100 anni!... tutto ciò che si vuole che si vuole ricominciare che si vuole suonare tutto ciò che si vuole ... amare.


Io ho paura della noia di Dante e ho cambiato il mio giorno per lui....credi che non cambierei il giorno il mese l'anno... per te?!?!?!? Ho cambiato il modo di dire bugie, ho cambiato il modo di darti il primo bacio ho cambiato il modo di chiederti scusa ho cambiato ...di respirare.... vuoi che non cambi il modo di raccontare il mio futuro...anche non sapendo di non esserci???


Ho poco tempo per cantare "One more light"... ho pochissimo tempo prima che tu riesca a scoprire il testo di questa canzone... e sai che non troverai aiuto nella mia stanchezza. Non hai più tempo di trovare un confronto tra un secolo ed un secondo. Non c'è più tempo del mio tempo. Abituati alla mia freddezza ed ai miei blocchi. Abituati anche se non te ne fotte un cazzo, ad affacciarti al finestrino di quell'ultimo treno del futuro e non trovarmi perchè mi sono fermato sulle scale del sottopassaggio perchè ho deciso che quel viaggio lo devi prendere da te e non per me... perché ho lasciato il mio istinto.


Ho sempre chiesto anche a Mytime: " dimmi una cosa che non mi chiederesti mai" o "dimmelo"...non lo chiederò più.. e non perchè sono stanco... ma perchè ho capito che ... i colori... non s'inventano più.


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