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  • Amos

Il cinema con un solo spettatore

Avrei voluto iniziare questa scorciatoia con il testo di una poesia mutata in canzone, però preferisco coniugare qualche verso o scarabocchiare un foglio bianco tra analisi grammaticale analisi logica ed analisi umana.


La domenica penso che sia il giorno delle scoperte, dei rischi e dei "no". Si alcune domeniche capita che si ritorna alle cinque del mattino piangendo o pensando che qualcuno ci sarà, comunque vada... però di solito la domenica è quel giorno che si va in chiesa per decidere se dimenticare il venerdi sera o il sabato sera... ma tanto quei giorni ritornano.


Una professoressa mi ha insegnato e sussurrato una frase: " C'è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai da solo, resti nessuno"... bene. Un giorno ve la presento questa professoressa, le sue lezioni sono un po' costose, però ne vale la pena ed è molto molto molto intelligente ed esigente.


Ognuno, comunque vada con te, può indossare e colorare la maschera che vuole, non è importante se la indossa in un portone e nel parcheggio di un campo sportivo... l'importante è che quando indossi quella maschera...tutto ciò che non vedi... non deve raggiungere il tuo sguardo e non deve fermare la tua prospettiva...


Ieri ho cucinato un passato di zucca ed all'inizio ero in mezzo tanta gente, ma sapevo che anche se la sabbia scottava ed i miei piedi volevano fermarsi... sapevo che tra 459 occhi, due mi avrebbero guardato senza che il mare inventasse una poesia o una canzone. Sapevo che due occhi senza maschera mi avrebbe detto: " ti prego mi porti al mare ".

Il mare non mente ma racchiude la bugia di una verità, e se come in un film, lo ascolti, capisci che la verità è stata sempre dentro di me.


Un giorno quando incontrerò Chester Bennington ed insegnerò il burraco ad Amy, tenendo una sigaretta in bocca....bhè lascerò a Roberto il sogno di volare e la voglia di non naufragare sull'isola dei giocattoli difettosi...perchè.....perchè ... la sua farfalla non si poserà mai su una spalla che non è forte..


I giorni che rincorrono un tacco 12 e quindi passano velocemente, mi fanno cucinare per un tavolo per due o forse per tre.. inizio a non essere più fragile e quindi senza aforismi inizio a diventare indifeso senza che servano le parole...


"Come vedi non ho bisogno di nessuno che mi innalzi, lo faccio da sola!" ... queste parole si pronunciano solo quando non sai neanche rubare un sorriso e quando preferisci piu' inventare uno studio a 45 anni che inventare un colore per rischiare d'innamorarti.


Continuo a fumare e cercare una ricchezza che scende tra le ali di una busta di te o tra l'odore di una tappo di Vino rosso, stappato alle prime richieste con l'odore di qualcosa che anche se non c'e'.... tu voi noi lei lui riesce a confonderlo nell'aria che si respira.


Non serve il dolore di una brutta figura se quella figura riesce a rimanere accanto a te, non serve schivare una lastra di ghiaccio sulle scale del Grande Albergo, se sai che alla fine trovi un'altra lastra su cui hai imparato a camminarci sopra. Non serve parlare ancora di quello scorpione che rimane sulla mia schiena, sulla schiena di una rana.... tanto lo scorpione preferisce morire invece di cambiare... allora preferisco non essere la rana e nemmeno lo scorpione, ma fingere di essere quello stagno che ospita il loro viaggio....


Il piu' grande rischio: e' non prendersi nessun rischio.....


E' proprio vero che se Dio inventasse delle nuove parole io potrei smettere di avere un cuore di latta...e potrei smettere di ascoltare voi cantarle.

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