Un’altra casa che non sai

Sul davanzale della mia finestra solo io decido se scrivere senza fumare o solo io decido di pensare all’improvviso a quello che non serve.

E’ la prima volta che faccio cadere i polpastrelli sulla tastiera senza uno spartito, girando lo sguardo versa sinistra…! in fondo non è cosi male… conto le lettere e conto i passi della gente che passa e ripassa nella mia vita e sotto il mio davanzale. Ognuno prende esempio da un gigante o da un menestrello, ognuno in calzamaglia può strimpellare una chitarra …basta sapere inventare le bugie ed improvvisare un momento di solitudine. O ognuno può assomigliare a quel gigante che che buono o cattivo che è stato… ha reso spalle forti e decisioni senza amore. Chiunque tu decida su quale davanzale suonare… bhè … ricordati, che in qualsiasi posto tu sia. … di rimanere seduto sulla riva o su quella opposta, e ricorda che se decidi di buttarti in quel letto del fiume… non sarai mai più lo stesso.

Questa sera ho osservato un film in televisione. Ad un certo punto viene chiesto “un abbraccio”, viene dato solo alla fine di quella storia… e lo da colui che lo ha sempre chiesto. Bisognerebbe sparare in cielo con una pistola e poi dare un abbraccio… confondersi con l’eco del proiettile tra le nuvole e quello della mano che si apre sulla schiena …per stringere. Ma ciò non avviene quasi mai, anche perchè si ha paura sia di sparare … che di abbracciare. O forse… si scappa da tutte e due le cose.

“Sometimes” ascolto i sospiri della folla quando scrivo, non è esibizionismo o la “formula” del mito, è solo l’ascoltare di quello che non ho, è solo il non conoscere un breve intervallo tra la sorpresa lo stupore e l’emozione. O forse a me accade tutto il contrario! Mi emoziono prima che si accende lo stupore di quella sorpresa che deve arrivare… ecco perchè forse non so scegliere mai quale posto comprare su ticketone.

Il davanzale è piccolo e scomodo…però cazzo se allungo lo sguardo su quei passi… non riesco a vedere la fine non riesco a decidere la fine. Posso solo decidere con chi iniziare a seguire i passi, posso solo decidere quando iniziare e lasciarli, forse facendo del male forse pestando i piedi ballando il tango o forse posso decidere di distrarmi volontariamente per perderli e lasciarli andare. Una volta tanto tempo fa, ho scritto che tutti vogliono viaggiare in prima classe… ma da qui su non ci sono controllori o fermate… nessuno ti cede il posto assegnato e nessuno ti aspetta quando si aprono le portiere. Qui… tu scegli l’orario di partenza e di arrivo, da qui su tu scegli con chi viaggiare… e non importa se ti porta in una località senza destino. Qui su si è soli mentre tutto il mondo ti passa sotto.

Ah dimenticavo. Oggi è il compleanno di Dante, Giuliana mi ha sussurrato che è la mia guida spirituale! Chissà forse si, è arrivato all’improvviso in questo posto dove volavano ma non cadevano stelle. Compie due anni ma ancora non sente il bisogno di poggiare i cuscinetti delle sue zampe su questa tastiera; fuma il sapore delle mie sigarette nervose e mi ascolta se gli imploro la notte di volare con Peter Pan. Forse ancora non ascolta le critiche della gente e non sente il peso dei rimorsi. Festeggia il suo compleanno ancora tra uno scatto di una Polaroid ed un soffio sulle candeline dei desideri. Merita anche lui il miglior quadro della mia vita che è ancora appeso ad una parete di cera… che non cade.

Scendo dal mio davanzale…ah vi ricordo che è quello che non si vede da Via Pretoria ma è quello da dove ascolto o meglio rubo i vostri desideri e le vostre farfalle! Non vi uccidete a farle volare altrove… sono le stesse che ho anche io. Se le portassi tutte con me… porterei tutti a casa mia… ed io… vivo ancora al mare… da solo… e la realtà la lascio ancora sotto questo scomodo ma unico davanzale.

Raccontami una storia...!